Cure palliative: l’importanza di interventi precoci e simultanei nelle persone con malattie cronico degenerative

Il tema delle cure palliative è stato approfondito dalle infermiere Rossana Romano, Mara Fadanelli e Sandra Niccolini

Quanto contano le cure palliative precoci? E quanto se effettuate in modo simultaneo? Ad approfondire il tema in questo studio sono Rossana Romano infermiera della casa di cura Candela (Palermo), Mara Fadanelli infermiera dell’Usl Toscana Centro (Empoli, F) e Sandra Niccolini infermiera esperta di cure palliative a Empoli (Fi).

“Negli ultimi anni si sta assistendo sempre di più a un invecchiamento della popolazione e all’aumento dell’aspettativa di vita. Questo ha determinato un significativo incremento delle malattie croniche-degenerative” affermano.

Circa 24 milioni di persone convivono attualmente con una patologia cronica

Secondo l’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane (Rapporto Osservasalute, 2023) circa 24 milioni di persone convivono attualmente con una patologia cronica. Un trend che è destinato a crescere negli anni a venire. In questo scenario si fa evidente la necessità di un approccio multidisciplinare che garantisca un’assistenza integrata durante l’intero percorso di cura, non solo in fase acuta, ma esteso dalla diagnosi alle varie fasi della malattia.

Le cure palliative costituiscono un approccio essenziale nella gestione delle malattie oncologiche avanzate e di quelle cronico-degenerative. Pongono l’accento sulla persona e sulla sua dignità con l’offerta del miglior controllo possibile dei sintomi fisici, psicologici e sociali. A livello globale, si stima che 56,8 milioni di persone abbiano bisogno di cure palliative, ma solo una su dieci riesce a riceverle (OMS, 2020). L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS, 2023) descrive le cure palliative come un’assistenza globale mirata a migliorare la qualità di vita del paziente e della sua famiglia, attraverso il sollievo dal dolore e da altri sintomi invalidanti, il supporto emotivo e la promozione di un processo decisionale informato. Vari studi come il progetto DEMETRA (Galiano et al., 2022) hanno dimostrato che un’integrazione precoce e simultanea con i trattamenti attivi porta diversi vantaggi, come un miglior controllo dei sintomi, una diminuzione dei ricoveri ospedalieri, un aumento della sopravvivenza e un effetto positivo sulla qualità della vita per il paziente e i suoi familiari. Le cure palliative precoci e contestuali si presentano quindi come un innovativo modello assistenziale, in grado di superare la concezione tradizionale che le associa esclusivamente agli ultimi momenti della vita.

Cure palliative: l’importanza dell’inserimento tempestivo e simultaneo

Nello studio si legge quanto segue. “Considerando quanto emerso dalla letteratura esistente, questo studio intende esaminare l’importanza dell’inserimento tempestivo e simultaneo delle cure palliative, focalizzandosi sui benefici documentati, sulle principali difficoltà che ne ostacolano l’applicazione e sulle sfide riguardanti la loro integrazione precoce. È stato condotto uno studio osservazionale descrittivo, supportato da una revisione della letteratura, mediante somministrazione di un questionario”.

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