David Nucci: il lato personale del presidente di Opi Firenze-Pistoia

Dall’ultima puntata di Opidee, un racconto del percorso personale e professionale, tra ruolo istituzionale ed esperienza sul campo

Opidee ha intervistato il presidente dell’Ordine dele Professioni Infermieristiche Interprovinciale Firenze Pistoia, mettendo al centro non solo il ruolo istituzionale, ma anche e soprattutto la persona. Chi è David Nucci? Quali scelte lo hanno portato fin qui? In questo articolo abbiamo cercato di raccontare il suo percorso personale e professionale tra cambiamenti di vita, esperienza sul campo, una visione chiara della professione infermieristica e un approccio partecipato, mai calato dall’alto. Un presidente che, prima di tutto, resta un infermiere.

La svolta: dalla progettazione all’infermieristica

Prima di diventare infermiere, David Nucci lavorava come tecnico nel settore della progettazione ferroviaria. Una carriera che però non lo rappresentava pienamente. «La vita della progettazione non mi rendeva soddisfatto – racconta Nucci, spiegando il momento in cui ha capito di voler cambiare strada -. Venendo dal mondo del volontariato, ho deciso di intraprendere la formazione infermieristica, quindi mi sono iscritto al Corso di laurea triennale non più giovanissimo, non subito dopo aver conseguito il diploma insomma, e mi sono laureato in tre anni».

Il percorso nell’Ordine e la crescita personale di David Nucci

L’ingresso nel mondo ordinistico avviene quasi per caso, su proposta di un docente universitario. Da lì, un percorso graduale: prima consigliere dell’allora Ipasvi di Pistoia, poi tesoriere e infine presidente dello stesso collegio. «In quel momento – spiega Nucci – insieme all’ex presidente di Firenze nacque l’idea di fondere i due ordini (il progetto prevedeva di accorpare anche Prato), in modo da costituirne uno di area vasta, capace di superare le difficoltà legate al numero di iscritti e assicurare la sussistenza dell’ente nel tempo. Dopo la Legge 3/2018 si è iniziato a parlare appunto di accorpare gli Ordini: noi ci avevamo già pensato nel 2017, anticipando le evoluzioni normative successive».

L’esperienza sul campo, dalla clinica al coordinamento

Nel corso del tempo, David Nucci ha investito nella propria formazione con tre master e una laurea magistrale. «L’ultimo l’ho conseguito quest’anno – spiega -. Questo vuol dire che credo molto nella professione infermieristica. Ho lavorato come infermiere di linea fino a novembre del 2025; poi ho deciso di mettermi in gioco e sono diventato coordinatore dell’immunoematologia e della dialisi di Pescia. Però sono ancora molto legato alla clinica, all’infermieristica di linea, perché penso che sia la maggiore espressione professionale».

Ascolto e partecipazione: un infermiere tra gli infermieri

Uno degli elementi che definiscono maggiormente David Nucci è proprio il forte legame con la professione. «Ho lavorato quasi 20 anni sul campo e so quali sono i problemi reali nei setting assistenziali – afferma -. Credo che sia questo il giusto punto di partenza. La risoluzione dei problemi deve necessariamente avvenire dalla base, vivendo i contesti, ascoltando le persone: per questo il mio contatto telefonico è a disposizione di chiunque. Apprezzo chi viene a dirmi: ‘questa cosa non mi va bene’. È così che si costruiscono le soluzioni».

Il cambiamento generazionale secondo David Nucci

Nell’analisi di Nucci sulla professione, un tema centrale è il cambiamento che si riscontra tra le nuove generazioni di infermieri: valori e priorità sono diversi e richiedono un cambio di passo. «Da generazione a generazione abbiamo visto dei cambi epocali su come ci si approccia alla vita, al lavoro e alla professione – afferma -. E se non teniamo conto dei cambiamenti generazionali, saremo perdenti a tutti i livelli. Oggi gli infermieri cercano equilibrio tra lavoro e vita privata, realizzazione personale e ambienti di lavoro più flessibili. Le organizzazioni dirigenziali devono comprendere questa trasformazione se vogliono contribuire a rendere questa professione realmente attrattiva».

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