Fibromatosi uterina: al Palagi di Firenze trattate negli ultimi due anni oltre 200 pazienti

Per il trattamento della fibromatosi uterina con la tecnica mininvasiva di miolisi sono stati formati all’ospedale fiorentino 86 medici

Al Palagi, negli ambulatori al secondo piano del presidio di via Michelangiolo, sono state visitate fino a oggi per la fibromatosi uterina 640 pazienti provenienti dalla regione Toscana e non solo. Sono state, inoltre, trattate oltre 200 pazienti con la tecnica di miolisi con radiofrequenza. La fibromatosi uterina rappresenta a livello mondiale la più frequente patologia delle donne in età riproduttiva (come comunicato in una nota da Ausl Toscana Centro), causando menometrorragie anemizzanti, dolori e ridotta qualità di vita.

Che cosa è la miolisi

La miolisi è una tecnica mininvasiva per migliorare la sintomatologia e la qualità di vita delle donne affette da fibromatosi uterina. Questo mediante la riduzione del volume del fibroma attraverso la generazione del calore al suo interno. All’utilizzo di questa tecnica sono stati formati, fino a oggi, dal Centro di Formazione Internazionale che ha sede all’ ospedale Palagi a Firenze e grazie al Dipartimento Materno Infantile della Asl Toscana centro diretto da Alberto Mattei , 86 medici. Provengono, oltre che dall’Italia, da 16 paesi diversi dei tre continenti, Asia, Nord-America ed Europa. La miolisi consente, in regime di day-surgery, di ridurre il volume di fibromi intramurali sintomatici oppure che ostacolano l’insorgenza di una gravidanza. La procedura che dura pochi minuti rappresenta quindi un’alternativa dell’intervento chirurgico in casi selezionati e le pazienti possono andare a casa solamente dopo un paio di ore.

L’intervento non compromette la fertilità della donna in età riproduttiva, quindi la possibilità per la paziente di diventare madre. Negli ultimi anni, i medici del Centro Fibromi dell’ospedale Piero Palagi– struttura di riferimento internazionale per il trattamento dei fibromi uterini – hanno assistito a gravidanze cercate e portate a termine con successo da donne trattate per fibromatosi e adenomiosi uterina. Il Centro Fibromi al Palagi è il primo e tuttora unico in Italia che offre tutte le opzioni terapeutiche disponibili per questa patologia. E opera garantendo un approccio personalizzato e multidisciplinare.

Le dichiarazioni di Alberto Mattei, direttore del dipartimento Materno infantile dell’Asl Toscana Centro

«L’intervento di miolisi con radiofrequenza si inserisce nel percorso terapeutico dei fibromi uterini – dice Alberto Mattei, direttore del dipartimento Materno infantile dell’Asl Toscana Centro -. È la patologia benigna più diffusa nella donna in età fertile e può trarre beneficio dalla chirurgia isteroscopica, laparoscopica o laparotomica. Ma si può ricorrere anche a un trattamento meno invasivo, come appunto la miolisi o la terapia medica. In molti casi in realtà non è necessario alcun trattamento. Il percorso dell’Azienda Toscana Centro, che coinvolge tutti i centri chirurgici aziendali ha permesso di rispondere a ciascun caso con una procedura personalizzata. È fondamentale una corretta valutazione diagnostica e terapeutica, per scegliere la procedura più idonea ad ogni singolo caso».

Andersson, direttore SOS Ginecologia a Palagi: «Dopo questi interventi possibilità di gravidanza e parto»

«Dopo un intervento di miolisi per trattare i fibromi uterini – dice Karin Louise Andersson, direttore della SOS Ginecologia a Palagi e referente del “Centro Terapeutico Fibromi Palagi” – molte donne si chiedono se potranno diventare madri. La risposta è positiva avendo selezionato accuratamente i casi a cui sottoporre il trattamento. Dopo questi interventi abbiamo assistito donne che hanno potuto portare avanti il loro desiderio riproduttivo, portando a termine la gravidanza. Dopo un intervento riuscito, la strada verso la maternità è possibile».

Per rendere possibile l’inizio delle attività di nuovi centri in Italia e nel mondo, la dott.ssa Karin Louise Andersson ha effettuato trattamenti, oltre che nei numerosi Centri italiani, in Centri esteri, tra cui gli United Emirates, Polonia e Sud Africa. L’obiettivo, attraverso la formazione dei medici, è di far beneficiare di questa tecnica il più alto numero di donne, evitando, quando possibile, di ricorrere alla chirurgia demolitiva.

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