«L’ipnosi clinica pediatrica è un supporto complementare all’interno di percorsi assistenziali strutturati e basati sull’evidenza»
Il tema dell’ipnosi clinica pediatrica «ha un approccio ampio». Ad affermarlo è Daniela Pitardi. E questo emerge analizzando le principali evidenze disponibili sull’utilizzo in ambito pediatrico. I risultati riportano benefici in diversi contesti assistenziali. In particolare, nella riduzione dell’ansia, nella modulazione del dolore procedurale. Ma anche nel miglioramento della qualità di vita in alcune patologie croniche.
Ipnosi clinica pediatrica e meno utilizzo di farmaci
In alcuni studi, l’impiego dell’ipnosi risulta associato anche a una minore necessità di farmaci analgesici o sedativi. Tuttavia, il tema richiede particolare equilibrio interpretativo. «Allo stesso tempo, è importante evitare derive semplificative o entusiasmi non supportati da adeguate evidenze scientifiche. L’integrazione di tecniche come l’ipnosi clinica richiede formazione qualificata – prosegue Daniela Pitardi -. Ma anche appropriatezza, valutazione rigorosa degli esiti. Inclusa una chiara collocazione all’interno dei percorsi clinico-assistenziali. In questa prospettiva, il valore più significativo dell’ipnosi pediatrica potrebbe non risiedere esclusivamente nella tecnica in sé. Ma risiederebbe piuttosto nella capacità di richiamare l’attenzione su principi fondamentali dell’assistenza»
Ecco qui per approfondire il punto fatto da Daniela Pitardi
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