A Firenze arriva Nurseland, un focus sull’innovazione infermieristica

Il 5 giugno una giornata dedicata alla professione, tra workshop e tanti approfondimenti

Una giornata dedicata agli infermieri, tra teoria e pratica: questo è in sintesi “Nurseland”, in programma venerdì 5 giugno a Firenze, dalle 10 alle 17, nell’auditorium del Cto di Careggi (largo Palagi 1). Proprio per creare il più ampio accesso e confronto, precisano gli organizzatori, l’evento è ad accesso completamente gratuito in ogni sua parte. Il valore della giornata e le novità proposte sono state oggetto di un patrocinio ampio, riconosciuto da parte di: Regione Toscana, Comune di Firenze, Università degli Studi di Firenze, Azienda Usl Toscana Centro, Azienda ospedaliero universitaria Meyer. 

Tommaso Guido, referente scientifico Nurseland
Tommaso Guido, referente scientifico Nurseland

L’iniziativa, organizzata da Be Nurse e dall’Ordine delle professioni infermieristiche di Firenze e Pistoia, ha avuto una prima sperimentazione a Catania nel 2025 (organizzata da Be Nurse, università e Policlinico, comprensiva di workshop. Ma in quella occasione non era inclusa l’esperienza della simulazione ad alta fedeltà, tratto distintivo, invece di questa edizione fiorentina. In pratica verrà offerta una metodologia formativa esperienziale che ricrea scenari del mondo sanitario nel modo più realistico possibile. E questo, sfruttando tecnologie avanzate, manichini robotici o ambienti immersivi, per permettere ai professionisti di mettersi alla prova in totale sicurezza.

Ne abbiamo parlato con Tommaso Guido, referente scientifico dell’evento.

Come nasce l’idea di organizzare questo evento?

«Nasce dalla volontà di offrire un’alternativa, un modo innovativo con cui vivere l’infermieristica. A partire dalla qualità dei workshop in programma: tutti e quattro gratuiti ma con pre-iscrizione obbligatoria, peraltro già quasi sold out, con prenotazioni che sono arrivate da ogni parte d’Italia».

A chi si rivolge Nurseland?

«Si potrebbe dire a tutti. La plenaria è per i cittadini e gli addetti ai lavori, i workshop per infermieri e studenti infermieri: le varie sessioni contribuiscono nel loro complesso a far vedere chi è oggi l’infermiere, ma soprattutto come sta cambiando ed evolvendo verso i bisogni dei cittadini e pazienti. Per esempio, con l’intervento “L’infermiere come promotore di salute” oppure con “L’infermiere oggi: percorsi, specializzazioni e nuove opportunità”. Per assicurarsi un posto, occorre prenotarsi, ma per la plenaria verrà anche organizzata una diretta Instagram sulla pagina di Be Nurse».

Parliamo del team dei relatori: chi sono?

«Ci saranno ben 23 relatori. Tra loro Stefano Bambi, professore associato di MED-24/C (Scienze infermieristiche generali, cliniche, pediatriche e ostetricoginecologiche e neonatali); Angela Brandi direttrice del Dipartimento delle Professioni Infermieristiche e Ostetriche di AOU Careggi; Alessandro Barelli medico e formatore. Saranno presenti anche Stefano Sironi, tesoriere e Incoming President di SIMMED (Società Italiana di Simulazione in Medicina) e Marco De Luca, direttore del SIMMeyer (Centro di Simulazione Pediatrica dell’IRCCS Meyer).

Quali sono gli appuntamenti più ricercati?

«Sicuramente quello sulla simulazione del parto naturale, in collaborazione con “Cuffiette in corsia” (partecipazione libera). Interessante anche l’Escape room: ci sarà la simulazione di una situazione emergenziale da risolvere in team work (sei partecipanti a turno), ma vanno citati anche i workshop su ecografia infermieristica e wound care, con simulatori che permetteranno di sperimentarsi, come se si fosse di fronte a un paziente, e l’esperienza immersiva con visori e l’escape room.

Quali temi verranno affrontati?

«Parleremo di tanti argomenti, tutti correlati all’ampia gamma delle competenze infermieristiche, affrontate sia con relazioni che con simulazione integrata, per far vedere che accanto all’infermiere generalista (quello che termina la triennale) a breve opererà anche l’infermiere specialista (in uscita dalle lauree magistrali a indirizzo clinico).

Come i social possono essere da supporto alla professione infermieristica?

«Spesso le informazioni non riescono a raggiungere tutti i colleghi, ma i social rappresentano sicuramente un ottimo ‘megafono’ per così dire: permettono di ispirare e stimolare la diffusione e  l’evoluzione dell’infermieristica, quindi anche la promozione della professione, di cui oggi abbiamo molto bisogno. È singolare che abbiamo ricevuto anche richieste di iscrizione da parte di studenti delle superiori».

In cosa sarà diverso l’infermiere di domani?

«Dovrà capire prima di tutto quale tipo di infermiere intenda diventare e, di conseguenza, quali competenze occorrerebbe ampliare per raggiungere questo obbiettivo. Bisogna abbattere lo stereotipo dell’infermiere non protagonista del percorso di cura, perché invece lo è. Oggi l’infermieristica necessita di specializzazioni precise, come accade nella medicina: lo richiede il cambiamento nei problemi emergenti di salute. Dunque, il futuro della professione passa dal valorizzare le competenze che appartengono al professionista, anche grazie alla collaborazione con le istituzioni».

Durante Nurseland ci si potrà mettere alla prova su situazioni complesse, sperimentando insieme più competenze, usando per esempio visori. Può spiegarci meglio di cosa si tratta?

«Sì, proporremo dei casi clinici che due persone dovranno affrontare insieme, individuando le giuste prestazioni da mettere in atto e le scelte clinico-assistenziali. L’obiettivo è garantire al caso in esame un intervento adeguato sul versante delle competenze. Avete presente “lo stiamo perdendo…” delle serie americane? Ecco, l’idea è riprodurre quella situazione: in 7 minuti due colleghi o studenti dovranno salvare il nostro paziente simulato».

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