Turni infermieristici: una pianificazione più equa migliora l’equilibrio tra lavoro e vita privata

Gli spunti di lettura dello studio “Development of a nurse scheduling program using robotic process automation in Korea”

Tra gli aspetti organizzativi che incidono maggiormente sulla vita professionale degli infermieri vi è senza dubbio la pianificazione dei turni di lavoro. Dietro ogni calendario mensile si intrecciano esigenze assistenziali, vincoli organizzativi, normative, richieste individuali e necessità di garantire la continuità delle cure. Trovare un equilibrio tra i turni infermieristici e tutti gli altri elementi rappresenta una sfida complessa, spesso fonte di discussione nei contesti clinici e assistenziali.

Lo studio sull’automazione della pianificazione dei turni infermieristici

Il recente studio “Development of a nurse scheduling program using robotic process automation in Korea” (Sun Young Jung, Hyung-Eun Seo, Sung Hwa Hong, and Eun-Young Doo, Sage Publications, 2026) pubblicato sull’Health Informatics Journal ha affrontato questo tema sviluppando un sistema automatizzato di pianificazione dei turni infermieristici basato sulla Robotic Process Automation (RPA), una tecnologia in grado di supportare attività ripetitive e complesse attraverso procedure automatizzate. Lo scopo non era sostituire il ruolo dell’Infermiere Coordinatore, ma supportarlo nella costruzione di turni che tenessero conto contemporaneamente delle preferenze degli infermieri, delle esigenze organizzative e delle normative sul lavoro.

L’aspetto più interessante dello studio non riguarda però la tecnologia in sé, quanto il risultato ottenuto. Gli autori hanno osservato che l’utilizzo del sistema non ha determinato cambiamenti significativi nello stato di salute degli infermieri, ma ha prodotto un miglioramento dell’equilibrio tra vita lavorativa e vita personale. In altre parole, una maggiore prevedibilità e trasparenza nella programmazione dei turni sembra favorire la possibilità di organizzare meglio il proprio tempo, le relazioni familiari e gli impegni personali.

L’organizzazione dei turni e il benessere degli infermieri

Si tratta di una riflessione particolarmente attuale per la professione infermieristica. Da anni la letteratura evidenzia come il lavoro su turni possa influenzare il sonno, la stanchezza, il benessere psicofisico e la soddisfazione lavorativa. Tuttavia, spesso l’attenzione si concentra esclusivamente sugli aspetti quantitativi della dotazione organica, mentre minore spazio è dedicato alla qualità dell’organizzazione del lavoro e alla percezione di equità da parte dei professionisti.

La programmazione dei turni infermieristici non rappresenta infatti soltanto un’attività amministrativa. Essa costituisce uno strumento organizzativo che può influenzare motivazione, benessere professionale, clima di équipe e, indirettamente, qualità dell’assistenza. Sapere con anticipo quando si lavorerà, poter esprimere alcune preferenze e percepire criteri trasparenti nella distribuzione dei turni contribuisce a rafforzare il senso di equità organizzativa e di rispetto verso i professionisti.

Dietro ogni turno ci sono scelte che incidono sulla vita delle persone

Forse proprio perché i turni accompagnano da sempre la professione infermieristica, tendiamo a considerarli un elemento inevitabile dell’organizzazione. In realtà, dietro ogni turno vi sono scelte che incidono concretamente sulla vita delle persone: la possibilità di partecipare a un evento familiare, di pianificare un periodo di riposo o semplicemente di recuperare energie dopo giornate particolarmente impegnative. Per questo motivo, parlare di organizzazione del lavoro significa parlare anche di benessere professionale.

Lo studio richiama quindi una questione più ampia: il benessere degli infermieri non dipende esclusivamente dalle risorse disponibili, ma anche da come i processi organizzativi vengono progettati e gestiti. Le tecnologie possono rappresentare un supporto utile, ma il loro valore emerge solo quando vengono utilizzate per rispondere a bisogni concreti delle persone e delle organizzazioni. In questa prospettiva, la sfida non consiste semplicemente nel costruire turni più efficienti, ma nel progettare organizzazioni capaci di conciliare bisogni assistenziali e bisogni professionali.

Qui è possibile consultare lo studio: https://journals.sagepub.com/doi/10.1177/14604582251414581?url_ver=Z39.88-2003&rfr_id=ori:rid:crossref.org&rfr_dat=cr_pub%20%200pubmed