L’aggiornamento consolida la collaborazione su questo fronte e recepisce le modifiche normative introdotte nel 2022
La Regione Toscana e le Procure del territorio hanno rinnovato il protocollo dedicato al Codice Rosa in Toscana, il percorso di accesso al pronto soccorso riservato ad adulti e minori vittime di violenze e abusi. Il servizio si rivolge in particolare a donne, bambini, anziani e persone vulnerabili o esposte a discriminazioni e crimini d’odio. L’aggiornamento del protocollo consolida la collaborazione su questo fronte e recepisce le modifiche normative introdotte nel 2022, con particolare attenzione al processo penale. L’obiettivo è rafforzare la tutela delle vittime, garantendo la conservazione delle prove necessarie per l’accertamento delle responsabilità.
Un modello di eccellenza a livello nazionale ed europeo
Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha sottolineato come il Codice Rosa in Toscana rappresenti un modello di riferimento non solo per l’Italia, ma anche a livello europeo. “Si tratta di un’esperienza che nel tempo è cresciuta e che si è arricchita e diffusa sul territorio – ha detto -, capace di mettere insieme un profilo interistituzionale e la capacità di presa in carico. Un plauso e un ringraziamento dunque a tutti gli operatori della Rete regionale che si è costituita e alla sua responsabile”.
Il valore della collaborazione
Secondo l’assessore regionale al diritto alla salute, Simone Bezzini, il Codice Rosa in Toscana è una delle esperienze più avanzate della sanità regionale. “Da quando la rete è diventata regionale, sono state prese in carico oltre trentamila persone -ha ricordato -. Hanno trovato nel personale del nostro sistema sanitario una preparazione professionale e una capacità di accoglienza adeguata a situazioni delicate e complesse”. Bezzini ha inoltre evidenziato come il funzionamento del protocollo sia legato al lavoro di squadra fra tutti gli attori coinvolti, e agli aggiornamenti periodici necessari a perfezionare le procedure operative.
Aggiornamento normativo e sinergia operativa
Il procuratore generale presso la Corte di Appello di Firenze, Ettore Squillace Greco, ha evidenziato l’importanza dell’aggiornamento del protocollo alla luce delle recenti riforme normative. Il protocollo “Rinnova l’impegno a gestire insieme e con un intervento immediato casi di violenza che purtroppo sono in aumento – ha detto -, in modo sinergico e tenendo conto delle esigenze da un lato delle vittime e della loro salute e dall’altro della giustizia, con la possibilità di raccogliere i dati in maniera corretta in modo da essere utilizzati nei processi”
Origini e sviluppo del Codice Rosa in Toscana
Il Codice Rosa in Toscana nasce nel 2010 presso l’ASL di Grosseto come progetto pilota. Nel 2011 diventa programma regionale, formalizzato con un protocollo con la Procura Generale di Firenze. Dal 2014 è attivo in tutte le aziende sanitarie della regione, fino alla creazione, nel 2016, della rete socio-sanitaria regionale. L’intesa con le procure, firmata nel 2018 e aggiornata nel 2022 e nel 2025, ha permesso di standardizzare le procedure, garantendo uniformità di intervento su tutto il territorio.
Procedure operative e ambito giuridico-forense
Il protocollo prevede procedure precise per reati come lesioni personali volontarie, contro la libertà sessuale e maltrattamenti in famiglia, perseguibili in più situazioni d’ufficio. In questi casi, i sanitari hanno l’obbligo di referto e denuncia. La collaborazione tra Regione, sanità e procure si concretizza attraverso la revisione costante delle procedure giuridico-forensi, l’analisi delle criticità ed eventi sentinella per migliorare le singole procedure e nel supporto giuridico-forense alla rete regionale del Codice rosa, con l’obiettivo di favorire un riconoscimento precoce dei casi di violenza già in fase di accesso al pronto soccorso.









