Un‘indagine nazionale per analizzare carico emotivo, resilienza e accesso al supporto psicologico. Il punto di Roberto Romano, presidente Aies
Nel sistema di emergenza urgenza, il benessere psicologico degli operatori rappresenta una delle sfide più rilevanti e meno affrontate. Per questo Aies (Accademia Italiana Emergenza Sanitaria) ha avviato una survey nazionale dedicata a chi lavora nel settore, per analizzarne carico emotivo, resilienza e accesso al supporto psicologico. Il progetto, coordinato dalla dr.ssa Maria Chiara Pavesi, rappresentante Profilo psicologi Aies, ha il patrocinio di Opi Firenze-Pistoia, Siems, Sismax, Rescuepress, Aaroi-Emac e Seus Sicilia e ulteriori adesioni sono in arrivo.
«L’indagine – spiega il presidente di Aies, Roberto Romano – nasce dalla necessità di comprendere in modo strutturato cosa significhi lavorare ogni giorno nell’emergenza urgenza, un contesto caratterizzato da interventi complessi, tempi decisionali ridotti e un’esposizione costante a eventi traumatici. Medici, infermieri, soccorritori e tecnici vivono situazioni ad alta intensità emotiva che non sempre trovano uno spazio adeguato di elaborazione».
I dati sul disagio psicologico nell’emergenza urgenza
I dati scientifici confermano che il disagio psicologico nell’emergenza urgenza è diffuso. «Si stima che tra il personale del soccorso, la prevalenza di Disturbo da stress post-traumatico (Ptsd) sia dell’11% – spiega Romano -, la depressione raggiunga il 15%, l’ansia il 15%, il disagio psicologico generale il 27%. Una meta-analisi più recente su 138 studi indica che nei contesti di esposizione routinaria la prevalenza di Ptsd sale al 14,3 con una tendenza all’aumento negli anni più recenti».
I primi risultati della survey Aies: il 60% ha sintomi
I primi risultati della survey offrono già indicazioni molto chiare. «Circa il 60% degli operatori sentiti ci stanno dicendo che nell’ultimo anno hanno avuto sintomi da stress traumatico», spiega Roberto Romano. Un dato particolarmente rilevante se si considera che rimane stabile anche con l’aumento del campione: «Via via che aumentano le risposte non cambiano le percentuali, e questo conferma che il disagio è molto sentito», sottolinea Romano.
Il supporto psicologico è ancora limitato
Tuttavia, questi numeri raccontano solo una parte della realtà: dietro ogni statistica c’è un operatore dell’emergenza urgenza che affronta quotidianamente situazioni limite. E nonostante l’evidenza dei dati, il supporto psicologico per chi lavora nell’emergenza urgenza resta ancora limitato. Le ragioni sono culturali e strutturali: chiedere aiuto è ancora stigmatizzato in un contesto dove la resistenza è spesso percepita come requisito professionale.
Emergenza urgenza: dalla raccolta dati alle soluzioni
L’obiettivo dell’iniziativa è costruire una base solida di dati per intervenire in modo efficace nel sistema dell’emergenza urgenza. «Siamo contenti di essere partiti ad affrontare il tema, visto che è così sentito. L’idea è partire da una macrovisione per arrivare poi al singolo provvedimento», spiega Romano, indicando un percorso che parte da una visione nazionale per arrivare a soluzioni concrete nei singoli contesti operativi.
L’obiettivo: presentare gli esiti alla politica
In sostanza, quindi, i disturbi dell’adattamento rimangono in larga parte sommersi e non trattati. Ecco perché la survey Aies rappresenta un passaggio fondamentale per portare il tema del benessere psicologico al centro del dibattito sull’emergenza urgenza. «Poi sarà effettuata una lettura dei dati, con interpretazione e discussione in ambito nazionale, per presentare successivamente gli esiti alla politica», afferma Romano.
Emergenza urgenza e futuro del supporto psicologico
«È importante iniziare ad affrontare il tema dell’assistenza psicologica agli operatori. Se ne parla molto ma si fa poco», conclude Romano, evidenziando una criticità che riguarda l’intero sistema dell’emergenza urgenza. «Non è più possibile ignorare il benessere psicologico degli operatori. Questa survey rappresenta un’opportunità concreta per trasformare l’esperienza quotidiana di chi lavora in prima linea in dati utili». Per partecipare: https://forms.gle/6k5hkw989nDcaEPE8
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