“Plauso unanime ma invitiamo a riconoscere il ruolo degli infermieri”. La riflessione di David Nucci
Un giorno importante per tutta la Toscana: c’è la prima legge in Italia per la prevenzione della morte cardiaca improvvisa nei giovani. Ancora una volta siamo stati a primi a cogliere la necessità di indagare per tempo le situazioni di rischio giovanile per la Morte Cardiaca Improvvisa (MCI). Siamo stati colpiti duramente da questa situazione clinica, come cittadini e come infermieri, con decessi che tutti ricordiamo, tra le persone più note (una per tutti, il calciatore Astori), ma anche in relazione a ragazzi non così conosciuti, che hanno comunque lasciato un vuoto incolmabile. Una legge che non può che trovare il plauso degli Ordini degli Infermieri, per le molte innovazioni incisive che introduce nella realtà toscana.
Legge sulla Mci in Toscana, i punti salienti
Saranno introdotti veri e propri screening cardiologici (tramite ECG e questionari mirati) per i giovani delle scuole secondarie di secondo grado, in modo da assicurare l’offerta a tutti i giovani (art. 5). Il programma di questi interventi è definito in collaborazione con i servizi di cardiologia delle aziende ed enti del SSR e le iniziative saranno coordinate dalla Commissione tecnica regionale per la prevenzione della MCI giovanile.
I corsi Bls-d e sul tema della Mci giovanile nelle scuole
In programma anche corsi di rianimazione cardiopolmonare (BLS-D) e sul tema della MCI giovanile, rivolti ai docenti delle scuole secondarie di secondo grado pubbliche, per diffondere sempre più la capacità di intervenire prontamente in caso di emergenze giovanili cardiache con azioni mirate e corrette, le quali, se offerte in tempo alla vittima, possono salvare la vita, come più volte è accaduto. Tale formazione avverrà, come testualmente recita l’art. 4, “anche il fine di poter promuovere la formazione degli studenti”;
Il Registro regionale dedicato alle morti cardiache
Sarà quindi istituito il Registro regionale dedicato alle morti cardiache improvvise giovanili, per “monitorare e identificare le basi eziologiche della morte cardiaca improvvisa giovanile, identificare i fattori di rischio, valutare l’efficacia delle misure preventive e facilitare la ricerca scientifica ampliando le conoscenze sui meccanismi delle patologie cardiache, genetiche e non genetiche, e per identificare nuovi target terapeutici, al fine di favorire la diagnosi precoce della condizione predisponente nei familiari e nei soggetti a rischio” in pazienti sotto i 45 anni di età.
La diffusione dei defibrillatori e la piattaforma iCuore
Infine, la diffusione di defibrillatori automatizzati esterni (DAE), già iniziata da alcuni anni nei luoghi più svariati di interesse della comunità. All’art. 6 si promuove il periodico aggiornamento della mappa dei DAE. In realtà già dal 2018, ancora una volta con un primato della Toscana, si è dato il via a una disciplina organica alla formazione BLS-D e all’obbligo del DAE all’interno degli impianti sportivi. Non solo: fu attivata anche la piattaforma regionale iCuore, messa a punto a metà del 2018 per coinvolgere i cittadini negli interventi del 118 in caso di arresto cardiaco improvviso.
Sempre nello stesso anno, si definirono tutti i percorsi formativi che ruotano intorno all’utilizzo del defibrillatore, affidando in via esclusiva al 118 la formazione degli istruttori, per assicurare omogeneità e qualità nella formazione dei docenti, con riferimento alle evidenze scientifiche. Oggi la Toscana dispone, attraverso la piattaforma iCuore, di una banca dati di tutti gli esecutori, dei corsi e della localizzazione dei DAE, attraverso la loro georeferenziazione su tutto il territorio regionale.
La commissione tecnica regionale per la Mci
Organo di primaria importanza, per la realizzazione di tutto questo, è la Commissione tecnica regionale per la prevenzione della MCI giovanile, che comprende, oltre al coordinatore rappresentato dal Direttore della Direzione della Giunta regionale competente in materia di sanità, un rappresentante della Fondazione Monasterio, un rappresentante di ciascuna AOU, un rappresentante delle USL, i coordinatori delle Centrali operative 118 delle Aree Vaste.
Bene i passi avanti, ma serve maggiore coinvolgimento degli infermieri
Potremmo quindi dire che eravamo già avanti in Toscana, e ancora lo siamo ma, fatto saliente, senza gli infermieri. Gli infermieri sono da sempre i primi attori della sopravvivenza nell’arresto cardiaco, quotidianamente presenti sul territorio, pronti a intervenire, formare, guidare la cultura del soccorso. Eppure non hanno fatto parte degli esperti che hanno messo a punto la norma emanata lo scorso 22 agosto 2025, facendo sentire questa lacuna, tanto che Opi Firenze-Pistoia, preoccupata di quanto stava emergendo, nella scorsa primavera ha presentato alla Terza Commissione le proprie osservazioni in merito.
“La parola infermiere non compare in alcun modo nella legge sulla Mci”

Nonostante ciò, nonostante la rilevanza degli infermieri nella gestione complessiva delle emergenze sanitarie regionali, la parola infermiere non compare in alcun modo nella legge. Vogliamo pensare che la mancata precisazione dei professionisti coinvolti possa far individuare alle Aziende e strutture menzionati figure non solo monoprofessionali, ricomprendendo gli infermieri tra i possibili le designati, sebbene non averlo previsto fin dall’inizio faccia leggere tra le righe di questo articolo una scelta precisa.
Riconoscere il ruolo degli infermieri, soprattutto in tema di formazione e retraining
Invitiamo pertanto a riconoscere ufficialmente e concretamente il ruolo degli infermieri nella attuazione delle strategie previste dalla legge, con particolare riferimento alla formazione e al retraining. Ma anche a predisporre un protocollo operativo condiviso con il coinvolgimento attivo di tutte le professioni, soprattutto quella infermieristica, integrando il loro apporto nella governance fino ad oggi tracciata dalla Commissione tecnica regionale, nei programmi formativi scolastici e nella gestione dei defibrillatori.
Infine, è necessario garantire che le certificazioni BLS-D e le attività di screening cardiologico nelle scuole prevedano l’intervento di infermieri esperti nella supervisione o la partecipazione qualificata degli infermieri. Se alla fine di questa disquisizione dovesse emergere che si è trattato di un grande equivoco e che nessuno in realtà ha pensato di poter fare a meno degli infermieri… saremo felici di esserci sbagliati!
David Nucci, presidente Opi Firenze Pistoia









