«Abbiamo chiesto che venga riaperta la Commissione dedicata, per avviare una revisione dell’impianto regolatorio, tuttora ancorato al D.P.R. 27/03/1992»
L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Firenze Pistoia ha lanciato un appello alla Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche per chiedere la riapertura della Commissione sull’emergenza territoriale. «Riteniamo che sia necessario riaprire, in sede Fnopi, un confronto strutturato e finalizzato alla revisione dell’impianto regolatorio nazionale del Sistema di Emergenza Sanitaria Territoriale, ad oggi ancora fondato sul D.P.R. 27 marzo 1992 – spiega David Nucci, presidente di Opi Firenze-Pistoia -. Un passaggio epocale, che ha definito l’architettura del numero unico 118, delle Centrali Operative e dell’intera filiera di allarme sanitario, ma che a distanza di circa trentatré anni, mostra limiti evidenti rispetto all’evoluzione normativa, organizzativa e professionale».
Gli obiettivi: revisione del D.P.R. 27 marzo 1992 e definire standard minimi nazionali
«Per questo – prosegue Nucci – abbiamo chiesto alla nostra Federazione, che rappresenta la professione infermieristica nei processi regolatori che impattano sulla qualità e sicurezza delle cure, di procedere alla riapertura della Commissione FNOPI sull’emergenza territoriale. A nostro avviso la priorità è mappare, in tempi brevi, le disomogeneità regionali e gli impatti su equità/sicurezza e redigere una proposta tecnica di revisione del D.P.R. 27 marzo 1992, coordinata con il D.M. 77/2022. Ma è anche necessario definire standard minimi nazionali su modelli organizzativi, competenze infermieristiche avanzate spendibili nel sistema, requisiti formativi, protocolli operativi e sistema di indicatori, al momento, solo di tipo temporale. Infine, lavorare per attivare un tavolo interistituzionale con Ministero, Regioni, Società Scientifiche e Associazioni per l’iter di adozione».
Mentre il sistema resta al 1992, il profilo dell’infermiere si è evoluto
Un aggiornamento non rimandabile, visto che tutto il resto è cambiato. «Dal 1992 ad oggi il profilo e le responsabilità dell’infermiere si sono trasformati in profondità – spiega Nucci -. Il D.M. 739/1994 ha riconosciuto l’autonomia professionale tecnico-assistenziale e relazionale dell’infermiere, con attività esercitabili in strutture e sul territorio. Successivamente, l’impianto della Legge 24/2017 (Gelli-Bianco) ha ulteriormente definito responsabilità, gestione del rischio e ruolo delle linee guida e buone pratiche. Questo progresso ordinamentale e deontologico non trova piena corrispondenza nell’impianto del 1992, generando “incastri” regolatori che, in taluni contesti, comprimono, invece che agevolare, l’esercizio avanzato delle competenze infermieristiche in emergenza pre-ospedaliera».
La delega alle Regioni e l’eterogeneità delle soluzioni che ne derivano
C’è poi il tema della delega ampia alle Regioni che «in assenza di una cornice nazionale aggiornata e cogente – afferma Nucci -, ha prodotto un mosaico eterogeneo nei modelli di equipaggio, nell’uso delle competenze avanzate, nelle procedure infermieristiche, nella formazione/addestramento e nel governo clinico delle reti tempo- dipendenti. Un’eterogeneità che impatta su equità, esigibilità dei LEA e sicurezza, oltre che sulla responsabilità professionale degli infermieri, chiamati a muoversi tra cornici regionali talvolta divergenti».
Cosa serve all’emergenza territoriale, secondo Opi Firenze – Pistoia
Per questo, Opi Firenze Pistoia ritiene necessario un percorso a guida federale che, in raccordo con Ministero della Salute, Regioni, altre Federazioni/Ordini e Società scientifiche, porti ad apportare un fattivo contributo.
«Il primo obiettivo dev’essere aggiornare il D.P.R. 27/03/1992 con una disciplina nazionale dell’emergenza territoriale coerente con il D.M. 77/2022 e con le reti tempo-dipendenti, definendo standard minimi omogenei (dispatch clinico, dotazioni/mezzi, modelli di equipaggio, definizione di indicatori di esito/processo) – chiarisce Nucci -. Ma è anche necessario riconoscere e normare, in modo uniforme, le competenze infermieristiche avanzate in emergenza pre-ospedaliera, ancorandole al profilo professionale (D.M. 739/1994), al quadro delle linee guida e buone pratiche (Legge 24/2017) e ai requisiti formativi/addestrativi nazionali».
Integrare l’emergenza nel sistema di governance dell’assistenza territoriale
Tra gli altri punti da affrontare secondo Opi Fi-Pt, anche la necessità di stabilire requisiti nazionali per formazione, aggiornamento e addestramento permanente del personale operante in emergenza urgenza territoriale, superando l’attuale frammentazione, nel solco delle intese 1996–2003 ma con forza regolatoria più stringente. E ancora integrare in modo esplicito l’emergenza territoriale nel sistema di governance dell’assistenza territoriale delineato dal D.M. 77/2022 (COT, continuità dell’assistenza, interfaccia con PS/DEA e reti), assicurando responsabilità chiare e indicatori condivisi.









